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Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) 2015

La risoluzione ONU Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development (09/2015) pone tra gli obiettivi della sostenibilità garantire vita sana e benessere alla popolazione di tutte le età. L’asse Health, Demographic Change and Wellbeing del programma Horizon 2020 indica tra le priorità azioni orientate al miglioramento della salute e del benessere; le sfide del work programme 2016-2017 riguardano la gestione dell’invecchiamento e la correzione degli stili di vita, mirati a prevenire patologie croniche. Inoltre il bando Europe in a changing world – inclusive, innovative and reflective Societies- Prize for Social Innovation in Europe mira alla valorizzazione di beni e servizi per il miglioramento di fenomeni sociali collettivi. Secondo l'UE, salute e benessere sono strettamente integrati alla nozione di città sostenibile e sono incoraggiate azioni trasversali che rafforzino questi obiettivi coinvolgendo molteplici attori.

In quest’ottica si muove il progetto di ricerca, che vuole mettere in relazione la trasformazione urbana indirizzata alla sostenibilità con la prevenzione delle patologie croniche del XXI secolo, determinate da stili di vita inadeguati. Di fatto l'obesità, il diabete, le allergie e l'asma sono nuove epidemie, generate non da virus, ma in gran parte da ambienti e comportamenti inadeguati: inquinamento, sedentarietà, errata nutrizione. Ricerche in campo medico hanno evidenziato come condizioni ambientali che favoriscano il movimento e l’attività fisica degli esseri umani, stimolino il consumo energetico individuale e migliorino le performances cognitive. Appare evidente, dunque, che insistere sulla pedonalità e, più in generale, sulla mobilità dolce, debba essere una delle azioni situate al primo posto di una politica urbana che voglia coniugare sostenibilità, vita sana e benessere della popolazione, con evidenti ricadute anche sulla spesa sanitaria.

In questo quadro diventa essenziale capire come lo spazio urbano possa essere in grado di influenzare il nostro comportamento spontaneo, inducendo una vita attiva, dove il movimento sia parte degli spostamenti quotidiani e produca effetti positivi sulla salute. Al centro di questo studio, quindi, vi sono la conformazione e le qualità dello spazio urbano, le sue declinazioni morfologiche e le caratteristiche che deve avere la mobilità dolce, come strategie d’incentivazione all’attività fisica e al cambio di stile di vita.

Il gruppo di ricerca - formato da architetti, paesaggisti, esperti del trasporto urbano, biologi, medici e sociologi - intende affrontare, con un approccio transdisciplinare e innovativo, il tema delle relazioni tra mobilità lenta e benessere psicofisico, avendo come obiettivo ultimo la stesura di un “protocollo” di riferimento, esito delle diverse sperimentazioni su alcuni casi studio italiani. Il lavoro intende valutare le poche esperienze già in atto e allo stesso tempo indagare le nuove potenzialità.

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